Il progetto dell'Elizabeth Line
La realizzazione dei sistemi di ascensori e scale mobili in grandi progetti infrastrutturali come la Elizabeth Line è altamente complessa e richiede un coordinamento stretto tra le discipline architettoniche, strutturali e MEP. Sfide quali il coinvolgimento tardivo, la non conformità progettuale, una documentazione di assurance incompleta e il disallineamento tra gli stakeholder possono comportare ritardi e costosi interventi correttivi se non affrontate nelle fasi iniziali del progetto.
RHPPM ha supportato l’integrazione e la realizzazione di questi sistemi su più stazioni, fornendo leadership tecnica e promuovendo una forte collaborazione tra gli stakeholder. Questo approccio proattivo ha ridotto i rischi, garantito la conformità normativa e contribuito alla consegna puntuale di impianti pienamente operativi, supportando l’apertura con successo della Elizabeth Line nel 2022.
118
Lunghezza dell'Elizabeth Line (km)
41
Stazioni
64
Scale mobili
⸺ Analisi dei gap progettuali
Verifica dei disegni architettonici rispetto agli standard EN81-20 per ascensori, EN115 per scale mobili e ai requisiti di progetto.
⸺ Gestione gare e pacchetti
Definizione dello scope, revisione delle offerte dei contractor e gestione in cantiere dell’installazione di ascensori e scale mobili.
⸺ Supervisione della messa in servizio
Esecuzione progressiva dei test di verifica e integrazione con i sistemi dell’edificio.
⸺ Supervisione delle prove in cantiere
La supervisione delle prove in sito e della messa in servizio garantisce che i sistemi installati siano adeguatamente testati, verificati e pienamente operativi prima della consegna finale.
La sfida
La realizzazione dei sistemi di ascensori e scale mobili in progetti infrastrutturali di grande scala, come la Elizabeth Line, presenta un’elevata complessità a causa dell’alto livello di integrazione richiesto tra progettazione architettonica, opere civili e strutturali e molteplici sistemi MEP.
Il coinvolgimento nelle fasi avanzate, come avvenuto per la stazione di Bond Street, ha ulteriormente aumentato le criticità legate alla non conformità nella progettazione e nella realizzazione delle interfacce strutturali e impiantistiche, alla documentazione di assurance incompleta e ai ritardi di programma.
Inoltre, il processo di approvvigionamento e il coordinamento tra gli stakeholder hanno introdotto rischi nell’allineamento tra l’intento progettuale, gli impianti installati e la conformità normativa (ad esempio EN81-20, EN115), spesso comportando costosi interventi correttivi se non affrontati tempestivamente.
L'approccio di RHPPM
Il coinvolgimento di RHPPM ha consentito l’integrazione e la realizzazione con successo dei sistemi di ascensori e scale mobili nelle tre stazioni, supportando il recupero del programma ove necessario e garantendo la conformità ai requisiti di progetto e normativi.
L’approccio proattivo e integrato ha ridotto i rischi, minimizzato le rilavorazioni e tutelato sia le tempistiche sia i costi. Promuovendo una forte collaborazione tra gli stakeholder e fornendo leadership tecnica, RHPPM ha contribuito alla consegna puntuale degli impianti in esercizio, supportando in ultima analisi l’apertura e il funzionamento delle infrastrutture chiave della Elizabeth Line.
Esito del progetto
La Elizabeth Line è stata aperta con successo al pubblico nel 2022, con i sistemi di ascensori e scale mobili consegnati e messi in esercizio su più stazioni.
Il coinvolgimento di RHPPM in queste tre stazioni ha garantito che i sistemi di trasporto verticale fossero pienamente conformi, integrati e allineati sia alla visione architettonica sia ai requisiti operativi della linea ferroviaria.
Il progetto ha confermato l’efficacia del modello operativo di RHPPM: il coinvolgimento fin dalle prime fasi, la competenza tecnica e la collaborazione integrata sono elementi fondamentali per gestire la complessità e raggiungere risultati di successo nei progetti infrastrutturali di grande scala.
L’esperienza maturata su Crossrail continua a guidare l’approccio di RHPPM nei progetti successivi, tra cui la stazione di Old Oak Common per HS2, dimostrando ulteriormente il valore dell’integrazione specialistica nella realizzazione delle moderne infrastrutture di trasporto.






